Il Ritorno della Buoncostume!

Il Ritorno della Buoncostume!

Oggi è un giorno storico: ho sentito nuovamente la chiamata. La Buoncostume doveva tornare!

Vi siete chiesti perché la sottoscritta, icona di fashion cattolico da almeno tre lustri, non si fosse ancora gettata anima e rosari nel mondo della moda?

Ecco, me lo ero chiesta pure io, e per colmare questo imperdonabile gap, qualche anno fa avevo iniziato la rubrica di consigli senza tempo chiamata “la Buoncostume”.

Poichè si potrà anche uscire poco di casa, o addirittura stare  confinati tra quattro pareti, ma bisogna sempre farlo con stile!

Sorella Jean Claude, da brava reazionaria veterocattolica, sarà la vostra guida al savoir faire, una guida raffinata e vintage, che vi accompagnerà man mano ad evolvere uno stile che rispecchi il colore della vostra anima, preferibilmente optical, color pastello, od un intramontabile black & white.

Parola d’oridine: E.V.A.

Eleganza:

non è più il tempo di uscire di casa con due stracci addosso, freddo a parte. Pubertà e prediciottesimi sono passati da tempo. E’ passato pure il tempo in cui, scusate dai nostri vent’anni, si usciva nude che “tanto ho una pelle di pesca e due gambe da fenicottero”! Ora è giunta l’età della ragione (e forse di farsela anche, una ragione) e dobbiamo guardare in faccia prima lo specchio e poi la realtà. Non c’è filtro che tenga!

Ecco, cosa vogliamo fare per non essere esattamente identiche a coloro che tanto critichiamo?

Opzione 1: niente? Beh, allora però vedete di cucirvi le labbra di fronte a chi non è stato particolarmente dotato da madre natura. Inutile criticare le ciglia finte altrui quando sembrate Elenoire ferruzzi sotto cortisone. E non dico altro.

Opzione 2: ci arrendiamo al concetto che determinati vestiti ci donano ed altri meno. Su questa opzione possiamo lavorarci. O meglio, io posso lavorare assieme a voi.

Perchè, e non potrei dirlo con più orgoglio, è il vestito che fa la monaca! Infatti saper scegliere dei capi in grado di valorizzarci è il primo passo per non sembrare più dei boiler sottomarca.

Vintage:

e se c’è da scegliere, perchè non rifarci alle grandi dive del passato? Non sto certo parlando di haute couture, che specie in tempo di crisi non è alla portata dei nostri portafogli, ma di pret-a-portaire. Infatti dovete sapere che in Italia da tempo è sorta una cultura del vintage (non per dire ma siamo uno dei paesi che ha la moda maggiormente nel proprio dna); nel tempo infatti sono sorte molteplici fiere (antiquariato/modernariato e vintage) in città di tutto il Belpaese, per non parlare dei negozi dell’usato (spesso potete trovarci delle vere e proprie perle, io, per dire, ho trovato un tailleur Christian Lacroix) e delle varie boutique vintage che, periodicamente, fanno sconti da capogiro.

Adattezza:

che sia nuovo, usato o lavato con Perlana, il capo non solo deve starvi bene, ma deve anche essere adatto all’occasione d’uso.

Riflettete: non andrete mica ad un matrimonio in jeans? O al lavoro in bikini? O all’appuntamento con l’uomo della vostra vita in tuta?

Ovviamente questi sono esempi estremi, ma sappiate che c’è un’occasione d’uso per tutto, lunghezze, tessuti, colori.

Ultimo ma non ultimo, adattezza è anche adattezza a voi stesse/i: se da giorno, specie nelle stagioni calde, è più che permesso usare colori sgargianti, ma voi non ve lo sentite, beh, è completamente inutile che vi sforziate di indossare capi fuxia, li portereste male, imbarazzate, goffe, perchè non li sentireste vostri.

Buongusto, e buoncostume, è anche indossare capi che non ci sottraggano energia ma ce la diano, anche se non dobbiamo andare che al supermercato.

Ecco che E.V.A. (Eleganza, Adattezza e Vintage) saranno i capisaldi della mia nuova rubrica fashion che avrò il piacere di inaugurare la prossima settimana.

Siete curiose del nome? Come si chiama? Come si pronuncia? Come si urla?

Beh, signori e soprattutto signore, eccovi il ritorno della Buoncostume!

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