Heterosexuality as a spectrum: piccoli passi per comprendere le “curiosità”.
Sapete bene che negli anni, e tutt’oggi, io non sono mai stata leggera con chi non riconosce apertamente, con onestà intellettuale, di avere interessi sessuali “flessibili”, il che secondo me è prima di tutto un’indicatore di apertura mentale, ed in secundis, di onestà intellettuale.
Tuttavia il panorama del 2025 è così complicato che la Scala Kinsey non è più sufficiente, e si rende necessario il Grafico del Convento per spiegare quanto gli Etero non siano più etero, di questi giorni (prossimamente seguito dal Grafico del Disagio su malesseri & principessi, che è diretta conseguenza di questo [ovvero della modificazione sociologica del Maschio in una creatura molto diversa da quanto ancora presente nella coscienza collettiva]).

Per me ogni “variazione” rispetto all’eterosessualità al 100% era, in un modo o nell’altro, un segnale di omosessualità, più o meno forte, tuttavia, negli anni, tra escort, gogo-boy, militari curiosi, trav/trans chaser, creator di OF e chi più ne ha più ne metta, mi sono dovuta mettere in discussione io, arrivando alla conclusione (un filino triste) che l’eterosessualità è uno spettro (poi COME “si sia ridotta ad uno spettro” nel senso di entità flebile e meschina, lo analizzeremo nel capitolo dedicato ai Principessi, per oggi fatemi usare “spectrum” nel senso di Florence & The Machine, o cmq in quello sociologico).
Fate conto che è un grafico che tiene conto di varie cose:
- percentuale di terrore rispetto al fatto di farsi vedere con uomini (in atteggiamenti “omo”) in pubblico, che parte da 100 e finisce a 0, PUR RIMANENDO ETEROSESSUALI, e questo è il trick per cui ci ho messo 37 anni ad arrivarci;
- percentuale di “preferenza” per il genere femminile rispetto a quello maschile, che va da 100 a 60, circa;
- le situazioni in cui tali “etero” accettano di presentarsi come “non strettamente etero normati”, e si va dal “gay 4 pay” (vi includo anche tutti i Creator di Onlyfans, gli esibizionisti, i master, i go-go “etero” per discoteche gay, dove non c’è strettamente una componente erotica ma quanto una di soddisfazione personale, spesso principalmente economica, per cui diventano improvvisamente aperti a “quasi” tutto. Solitamente attivi, ma aggiungi uno zero e la Zucca diventerà una carrozza, ma solo per una notte, e guaia a dirlo. Esperienza: uno che disse “beh, sai, ma non fa così male” dopo averlo preso da un cliente, e non era nemmeno un gigolò, solo uno che faceva il ballerino e aveva bisogno di soldi per riparare l’auto che aveva schiantato su un pilone perchè pieno di vodka. Ci sono anche i tossici, che fanno di tutto per avere la bamba, ma più che un orientamento sessuale è “ubi maior minor cessat”, e mi fermerei qui, perchè la piaga delle sostanze ad uso ricreativo, ovviamente non legali, è una realtà quasi drammatica nel clubbing italiano e non solo) al “bro” che fa battute del cazzo si fa leccare i capezzoli. It’s 2025 baby!
Dalla metà in poi sono effettivamente FLESSIBILI, prima no, sono paurosi, closeted, terrorizzati dal fatto che le loro preferenze (sessuali, difficilmente romantiche) siano di dominio pubblico, il che è una delle principali piaghe per il mondo trans, che viene solo visto come un grosso fetish, quando invece è la realtà di moltissime persone che meritano di essere amate come tali, e non viste come bambole del sesso.
Poi io lo so che partiranno gli attacchi dei Sociologi, ma io oltre che sui libri ho studiato all’Università della Vita, e lì sono plurilaureata con lode. Ecco perchè per me i PANSESSUALI sono comunque a base eterosessuale.
Pensateci, se uno fosse Pan con prevalenza omosessuale, probabilmente si direbbe bisessuale. La Pansessualità infatti si focalizza molto non sull’orientamento sessuale quanto sul fatto che non vede il “genere” come una barriera, il che avvicina molto il Pansessuale al “trans/trav chaser”, ovvero il Pansessuale è solitamente una persona etero, con molte esperienze trans, e con qualche esperienza gay, quindi certo, è verso la fine dello spettro, ma non è FUORI DALL’ETEROSESSUALITA’.
Infine abbiamo un’altra creatura mitologica: IL BISESSUALE. Chiariamo “la Bisessuale” è una ragazza risolta che ha avuto esperienze sessuali e romantiche sia con ragazzi che con ragazze e dà a ciascuna di esse egual importanza, punto. Il Bisessuale è tutto un’altro paio di maniche. Perchè se infatti La bisessuale sceglie l’attuale partner indipendentemente dal genere, ma sulla base della persona e della propria storia (quindi in modo molto Pan, e a seconda di chi le capita di incontrare sulla sua strada di Vita), il Pansessuale ha ancora il Vizio dell’Eterosessualità.
Socialmente nessuno toglierà ad un uomo (me compresO/a) l’idea che l’identità patriarcale Bianco + Etero + Uomo + Cisgender sia più socialmente “conveniente” ed “invitante”; quindi laddove le ragazze tendono con più facilità a sfidare la norma sociale, anche perchè la società le presume come eterosessuali ma in qualche modo le difende anche dall’esporsi troppo, e quindi permette loro di vivere agevolmente anche una vita lesbica senza rivendicarla, è ASSAI più difficile per un uomo vivere la sua vita senza accennare alla propria sessualità, poichè la “maschilità” è parte dell’essere uomo (vir – aner/andros, dal Latino e dal Greco, maschio/uomo = virile) anche etimologicamente.
L’uomo Bisessuale, salvo non scopra sè stesso come “prevalentemente” omosessuale, e quindi scelga coraggiosamente di USCIRE dall’eterosessualità e di abbracciare la bandiera Rainbow, con tutte le sue spine, finchè potrà e finchè onestamente lo sarà (principalmente attratto dal genere femminile) rimarrà ETERO, di qui il suo posizionamento alla fine dello spettro.
MA VI STARETE CHIEDENDO: è tutta una pippa mentale? A cosa ci serve?
Beh, tornate da me dopo che avete tentato di capire perchè uno è contemporaneamente:
- gigolò, go-go boy, creator “gay-soft” di Onlyfans, performer in locali esclusivamente OMO a luci rosse, e poi si definisce ETERO, o se va bene bisessuale, ma di fatto lo vedi che ha una grossa preferenza femminile;
Tornate ancora da me quando:
- siete trav (intendiamo a livello di genere, anche se non è corretto, pure la rappresentazione artistica del femminile, quindi anche l’esperienza di genere non-binaria che per esempio ho io in quanto drag queen da 10 anni, anche se tale mia sfera, usualmente, non si allarga quasi mai alla sfera delle pratiche sessuali, anche perchè banalmente terribilmente scomoda e nessun uomo tende a valerne la pena) o trans e trovate uno che vi guarda con insistenza ma nel contempo ha anche terrore di voi;
Ecco, tutte queste, sono esperienze borderline, che forse io ho avuto modo di avere per via del mio osservatorio privilegiato sulla sessualità, essendo io a cavallo tra i generi (con non poca brain fog che solo di recente si è dileguata riscoprendo a dovere anche la mia parte di espressione maschile…..trust me “it’s a process”). Tuttavia sono esperienze STRANIANTI.
Ti trovi a NON CAPIRE, a farti domande e solitamente a bloccare e a mandare a quel paese l’altra persona.
OVVIAMENTE lo spettro ha ulteriori livelli intermedi, ovvero per esempio quello dell’Escort che non vuole più fare l’escort, o che non vuole più andare con gli uomini, quello del Creator che smette di fare Onlyfans. Solitamente sono “regressioni” nello spettro, per cui “a seguito di una più o meno abbondante sperimentazione” il soggetto etero-flessibile effettua per paura sociale o per reperita chiarezza sulle proprie preferenze sessuali e romantiche.
Quindi, ultimo punto:
- tale grafico si dispone anche in percentuale rispetto alla omo-romanticità, oltre che rispetto alla omo-sessualità, poichè se anche verso l’inizio c’è omo-sessualità (“tira più un pelo di ca**o che un carro di buoi”, cit. “la fi*a piace a tanti, ma il c*lo piace a tutti”, cit.) solo verso la fine fine, vi è la omo-romanticità, tuttavia, in modo meno presente rispetto alle persone “prevalentemente gay” (intendendo come gay tutte le persone omo-sessuali & omo-romantiche con preferenza più o meno marcata verso il genere maschile [e io stessO non sono al 100% gay, ma questa cosa la terremo per un’altro articolo, se manifesterete interesse per il tema]);
Ecco quindi che il nostro viaggio nell’Eterosessualità Flessibile finisce qui. Una meritoria fatica, non credete?