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Lemony snicket: una sfortunata serie di casi umani!

Lemony snicket: una sfortunata serie di casi umani!

Vi ricordate il film? Lemony Snicket, quello con Jim Carrey? Ecco, la vita di una Cappellana Scalza è tutta così: una sfortunata serie di casi umani.

Tutto parte dal sogno romantico: un uomo che abbia almeno 4 di queste 6 caratteristiche fondamentali:

  • bono;
  • ricco;
  • giovane;
  • in grado di leggere l’italiano, le situazioni ed i sottotesti (tra le righe, e non sto parlando di bamba);
  • energico;
  • non perditempo;

Respirate.

Rileggete.

Respirate. Ok, ora ci siamo.

Io dall’inizio compresi che era meglio darsi ai ripari, fondai quindi il Convento delle Cappellane Scalze, ed il resto è già storia.

Certo è che non ho mai smesso di cercare il Santo Graal: l’uomo con 5 di queste caratteristiche (diciamo che trovarli ricchi adesso è difficile, quindi ci accontentiamo di un bravo ragazzo che non sappia cosa vuol dire pagare alla romana); ma la ricerca, negli anni, si è rivelata più ardua del previsto.

Tuttavia il sogno rimane e, di tanto in tanto, adocchio un target che sulla carta merita la delazione ai Templari.

Un ragazzo bello, giovane, di buona cultura e dotato di una certa vitalità.

Parte il balletto della Badessa: corteggiamenti sempre più delicati (vista la serie di casi umani, sempre più lunga, che precede l’attuale), sexting più o meno accennato e poi IL NIENTE.

Avete presente la Storia Infinita? Dove il niente si divora poco alla volta Fantasia? Ecco, il Nulla cosmico, il Vuoto Pneumatico, l’assenza di risposta e/o la friendzone in ordine sparso.

Ecco perchè nelle qualità fondamentali c’è “non perditempo”, perchè insomma, io posso chattare anche con mio cugino, con Borat (ps: guardatevi su Prime Video il seguito, è uno splendore) o con una pianta grassa, ma indipendentemente dall’interesse sessuale pretendo una risposta, e sono sicuro che persino l’Opunzia me la darebbe.

I casi umani no. I casi umani non rispondono neanche al telefono.

I casi umani organizzano un pranzo e poi un’ora prima ti comunicano gentilmente che sei di troppo.

Ragazzi: sono una suora, non sono stupida.

Sicuramente questo Halloween, come ogni giorno della mia vita sulla terra, è stato foriero di nuove consapevolezze, più o meno come un falò a Temptation Island: stai di merda ma fai grandi sorrisoni alla telecamera.

Per fortuna, a questi stadi, nella vita, basta chiudere la comunicazione. La trasmissione è finita. Andate in pace (a fare in c*lo).

Penso per tutti, dato che dal 2020 questo blog è molto meno diario e molto più guida galattica per autostoppisti, che è il caso che capiate quanto rivoltanti siano per certe persone comportamenti simili.

Una vita passata a catalogare tutti gli atteggiamenti più disparati, ad apprendere filosofia, sociologia e psicologia, a giocare con le armi della Pnl e del Coaching ed ancora non capisco come certa gente pensi di riuscire ad uscire con garbo da situazioni in cui palesemente è uscita la loro malafede.

D’altronde sul vocabolario alto alto nella libreria del Convento, sotto la voce casi umani sta scritto: “esseri la cui completa mancanza di logica & buona fede, eccede la migliore delle capacità di comprensione. [Evitarli se possibile, grazie.]”

Ma sono strana io? A voi i commenti!

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