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Maschilismi interiorizzati: l’Imperatore in salsa LGBT!

Maschilismi interiorizzati: l’Imperatore in salsa LGBT!

Giovedì non mi sentivo di parlarvi dell’Imperatore, ed il mio sesto senso ha colpito anche questa volta!

Gisto ieri abbiamo festeggiato il Padova Pride al Padova Pride Village, e quello che ho detto anche nel mio monologo è che la minaccia a tutto questo sono i Maschilismi Interiorizzati, che poi altro non sono che l’omofobia interna alla comunità LGBTq+.

Di qui lo spunto di oggi, viene anche dall’articolo del mio vecchio compagno di università Jonathan Bazzi, che è finito niente meno che sul fatto quotidiano, perché, in fondo, le pazze, spesso, hanno ragione.

Lo stereotipo maschilista fa male ai maschi stessi:

Non piangere mai, in nessun caso.

Nascondi fragilità e debolezze.

Non dipendere da nessuna donna. Anzi dominale, dominale tutte. Fatti obbedire. Nessuna può permettersi di rifiutarti.

Devi essere sempre pronto a fare sesso, come un maniaco.

Fattene il più possibile: sii un collezionista.

Non emozionarti: è da sfigati. Puoi solo incazzarti,

Devi essere dotato. Grosso, fisicato.

Non chiedere aiuto. Non chiedere niente.

Sfotti i “finocchi”: dimostra che non sei come loro.

Non avvicinarti troppo agli altri maschi. “Cazzo guardi?”

Buttala sempre sul ridere, evita le menate e le seghe mentali. Difendi il territorio e la femmina. Fai vedere a tutti quanto vali. Devi essere coraggioso: sei il capobranco.

Così nascono uomini complessati, ossessionati da se stessi, da come devono sembrare, da quello che passa al loro pubblico social, di quello che si dovrebbe pensare o non dovrebbe pensare di loro, oltre che, ovviamente, a quanto maschile dovrebbe essere il loro “maschio” ideale.

Io per prima mi sono sentita di dover fare qualcosa in prima persona, ecco che nacque Sensualità in Convento, il cui primo capitolo tratta proprio del maschilismo tossico:

Come sottolineo nel video la comunità gay non ne è certo immune; è il triste fenomeno dell’omofobia interiorizzata per cui tuttò ciò che è alto moro muscoloso e con la barba è bello e tutto il resto, tutto il gioco con il femminile è da offendere, da riprendere e fin’anche da punire.

In fondo, quanti uomini sono ancora giocati da questi pregiudizi? Quanti sono ancora intrappolati nella figura dell’Imperatore?

Gente che bada più alla propria presupposta reputazione piuttosto che a seguire quello che provano davvero, sempre che abbiano ricevuto la giusta educazione emotiva per riconoscere quello che stanno provando, perchè spesso, troppo spesso, il caos regna sovrano nella loro testa, e quelle che ci vanno di mezzo sono le suore come noi, delle “NON-botta e via”.

Imperatore ed Imperatrice, maschio e femmina, uomo e donna, etero e gay.

Ci servono veramente tutte queste etichette? Non è forse meglio guardarci dentro e accettarci per quello che siamo?

Non è venuto il momento di accogliere un nuovo Imperatore rosa? Un maschio che giochi con la propria femminilità invece di averne paura?

Certo è che io, in quanto drag queen e love coach ho preso in mano tutti questi stereotipi e li ho resi il mio terreno di gioco, ed è questo che voglio passare anche a voi: togliete il cerotto, togliete la parete, abbattete il muro di Berlino tra i generi e fatene il palcoscenico della vostra vita.

Amen fashion, SorellaJc

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