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I tarocchi del Convento: la Papessa.

I tarocchi del Convento: la Papessa.

A volta bisogna essere autoreferenziali: La Papessa, l’arcano n.2.

E’ sempre il momento migliore per parlare di me.

Non ho un buon carattere; sono istintiva, testarda ed orgogliosa, ma lo faccio secondo la mia etica; se capisco che esiste un modo di leggere come “sbagliato” il mio atteggiamento chiedo scusa.

Ecco la Papessa è una carta mentale. Essa predispone all’illuminazione, ma solo dopo un’ampia fase di meditazione.

La donna, abbracciate Forza e Temperanza, saprà riflettere su se stessa e sul Mondo che la circonda.

La Papessa è questa riflessione, in questo è sia saggezza che stasi estrema.

Il simbolismo è chiaro: “Fin dall’origine la Papessa simboleggia la fede, una delle tre virtù teologali del Cristianesimo. Il mantello che ricopre parzialmente la veste simboleggia la conoscenza; la Papessa è Colei che sa, ma svela solo in parte il suo sapere. Il libro, per alcuni, rappresenta la Torah, che è la legge ebraica.”

Le due torri sono il bene ed il male, di cui ella rappresenta il maggior discernimento, la luna ai suoi piedi rappresenta la possibilità di raggiungere l’impossibile attraverso l’illuminazione della conoscenza, ma troppa conoscenza significa stasi, di lì il teschio, che funge da perenne memento mori.

Interessante notare come il inglese il nome cambi anche do significato, da un cristiano “papessa” ad un decisamente più esoterico “The High Priestiess” – “La Gran Sacerdotessa”. Sebbene anche la “papessa” non sia una figura ortodossamente cattolica, sembra chiara la volontà di inserirla in una siffatta tradizione,

Ad ogni modo interessante è proprio il lato eretico della papessa (in cui non posso non rivedermi), che ne fa la vera e propria gran sacerdotessa di una religione che anche qui si sta spegnendo.

Il valore mistico di questa carta supera quello della sua gemella, il papa, proprio per questa sua esotericità, per questa sua devianza, per questo suo legame inseverabile (dall’inglese un-severable) con la grande madre, con la tradizione delle dame del lago della Avalon narrata da Marion Zimmer Bradley.

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