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I Tarocchi del Convento: la Morte!

I Tarocchi del Convento: la Morte!

La Morte. L’arcano 13. La carta che tutti mi chiedono di non vedere. In realtà è molto meno tragica della torre, anche solo perché il no della morte è un no necessario, non un no tragico ma un no di chiusura.

Quando si chiude una porta si apre un portone, così si dice. Solo chiedendo con un certo passato si potrà andare realmente verso il futuro che meritiamo.

Il no è anche, nella prosaica ma ormai vintage visione di Sailor Moon, Saturno, morte e rinascita allo stesso tempo. Al contrario del Despota9, del buio, delle tenebre, della devastazione della folgore divina, la fine evocata dalla morte saturnina è premessa di nuova vita.

Nel cartone è emblematico che il male venga fatto tornare, figurativamente, allo stato di bimbo in fasce, laddove la fanciullezza, nietzscheanamente, è lo stato di massima potenzialità per la vita umana.

Il fanciullo è anche il sogno americano: è la possibilità di diventare ogni cosa, un sogno che presto si infrangerà contro la Luna, ma la Morte, l’arcano 13, è sicuramente latore anche di questo dolce messaggio.

Tradotto biblicamente: “se volete tornare bambini dovete passare per la morte”, e sebbene esistano casi in cui tale morte è destinata ad arrivare tramite un trauma fisico, un’incidente, una malattia cancerosa, sono le carte attorno che determinano se questa fine non abbia semplicemente da essere un trapasso sentimentale.

D’altronde, morto un caso umano se ne fa un’altro; e vi assicuro che chi vi diceva che moriva per voi ora vive ancora, e così sarà per voi dopo questa carta. Yin e Yang, luce e ombra, vita e morte sono semplicemente i due lati della stessa medaglia.

Analogo alla morte è il 10 di spade, tuttavia è una fine molto più dolorosa, ed in essa anche la rinascita.

La simbologia della carta è la nera mietitrice, lo scheletro che ha sempre rappresentato la Fine dalla peste del medioevo al Coronavirus a Mondello. Essa porta in mano la falce con cui non il grano ma l’essere umano abbatte come grano. E verrà divisa la pula dal grano buono.

Forse ecco, per sapere che morte sarà, domandatevi prima se siete grano buono. Come per la Giustizia, anche per la morte è un dato fondamentale.

Infine, la carta al contrario rappresenta un legame morboso che non riuscite a tagliare, un laccio al vostro collo che minaccia ogni secondo di farvi fare la fine dell’Appeso.

Nel dubbio ogni lettura non fa che vedere uno dei futuri possibili, poi sta a voi trovare la vostra via!

SJC

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