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I tarocchi del Convento: la luna!

I tarocchi del Convento: la luna!

In questi giorni di sole cocente, la Luna poteva essere rappresentata solo da questa immagine, tratta dai tarocchi detti “Mucha”.

L’immagine di una timida fanciulla, quasi sospesa tra le acque e le torri, ancora integre, è la quintessenza della Luna, che è sogno e desiderio assieme.

La nereide rappresentata dall’arcano n.18 è una figura tanto angelica quanto irraggiungibile, essa è la mistica donna angelicata di Dante, essa è ciò che si desidera quasi sapendo che mai lo si potrà raggiungere.

La Luna, racconto sempre nelle mie letture, quando esce, in qualsiasi verso, rappresenta l’aver posto per se stessi obiettivi al di là della propria portata; missioni romanticamente impossibili.

Quindi, ancora una volta, ferragosto diventa la metafora di un sogno, spesso irraggiungibile, di vite interrotte e allo stesso dominate dalla loro stessa prevedibilità.

La Luna è una trappola, è una gabbia dorata che ci impedisce di progredire verso quello che sta oltre le due torri. Essa è allo stesso tempo sirena e guardiana. Essa è quella fantasia ad occhi aperti, quel daydreaming, che fece cadere il filosofo Talete in un pozzo, scordatosi com’era di guardare per terra.

Ecco, la Luna, infine, è monito a svolgere lo sguardo di nuovo a terra, a ritrovare la concretezza, e solo una volta trovata, di rientrare nel sogno, magari conquistandolo!

Solo allora il sogno sarà faro nell’oscurità e non eco abbacinante di voci passate.

Sirene

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