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I tarocchi del Convento: il Mondo!

I tarocchi del Convento: il Mondo!

Il Mondo. L’arcano 21!
Il mondo è tutto ciò che ci circonda, compreso il poco tempo e i tre lavori nei quali mi metto lo stesso ad uscire due volte la settimana col blog.

Ovviamente non è solo per una gloria maggiore, ma proprio in vista di un progetto (di cui posso dire senza riserve di essere la prima in Italia) che dovrebbe vedere i natali in coincidenza con il mio compleanno, ovvero il 24 ottobre 1922. Lo so, sono una donna anziana ma lì porto bene.

Tornando a noi.
Il mondo rappresenta tutte le energie che gravitano su, contro e verso di noi.

Il mondo è il caso umano che ritorna e viene bloccato, il nuovo gruppo whatsapp del Convento (che, secondo le cronologie di Sorella B è tipo il terzo, e secondo le mie ha avuto anche un prodromo telegram nel lontano 2016, agli inizi della mia carriera), la non chiusura del Padova Pride Village, gli scongiuri contro il lockdown e le nuove docenze che mi fanno fare quando ho la barba.

Il mondo è la somma delle energie che esulano da noi stessi.

Cosa possiamo fare noi nel e per il mondo? Possiamo attrarre, non con la meditazione, ma con i fatti, persone ed opportunità, in un unico grande circolo virtuoso in grado di innescarne molti altri.

In questo caso mi potreste sentir dire quello che succede nel migliore dei casi: “il mondo è la somma delle energie che cospira a vostro favore”.

Mi piace particolarmente questa locuzione. Il mondo infatti “cospira” in quanto, se è sempre vero che l’inferno sono gli altri, non ve n’è controllo.

Il mondo, le circostanze, gli altri, che siano il lavoro, la famiglia, il paese, le malelingue, il ceto sociale, le acquisizioni di Mark Zuckerberg, le nuove canzoni di Taylor Swift.
Non sapremo mai cosa accadrà domani, ed è quindi buona regola “non farsi aspettative”.

Certo è che non ci è possibile non credere in qualcosa, non affidarci a qualcuno, non presumere che come è vero che il sole sorgerà domani qualcosa succederà sicuramente.

È l’innocenza del bambino, dove ci si impara a fidarsi delle cose ricorrenti.

Ma secondo questo ragionamento dovrei fidarmi solo dei casi umani, e questi, per definizione, non lo sono.

Certo è che quest’innocenza, almeno per chi da bambino lo era, tenderà a non lasciarci male, guidandoci per il mondo alla ricerca del bello e del buono. Allora tanto vale armarsi per trovarlo davvero.

Nel dubbio sappiate che c’è anche altro, e che è da quello che dovete guardarvi..

Ps: articolo scritto alle 7 di mattina, giusto per stare nei tempi.

L’iconografia ve la faccio breve, ma è un tarocco interessante, con al centro dell’immagine l’albero della vita, l’Yggdrasil, l’albero cosmico della mitologia norrena.

Ai suoi piedi un leone ed un toro alato, di cui ogni interpretazione è valida, sia come falsi dei (il leone “re” degli animali ed il bove d’oro adorato come divinità pagana dagli ebrei nel loro peregrinare nel deserto alla ricerca della terra promessa) sia come allegoria classica dei 4 vangeli canonici (Marco, Luca, Matteo e Giovanni) ovvero: un uomo alato, un leone, un toro (o vitello) e un’aquila.

Questo disegno, di Alexander Daniloff ha moltissimi pregi. La sfera d’alloro che usualmente circonda un corpo umano nella lieve attività del salto, qui è rappresentata in una sorta di globo del veggente, in una sfera contenente un’altra sfera. In un mare contenente un veliero alla ricerca di nuovi mondi.

Alla base dell’albero le radici diventano presto un ossario ricordando che alla base della vita umana c’è la sua fragilità, in un teschio degno dei migliori memento mori.

Ora vi lascio e vi rimando, come sempre, al consueto appuntamento di lunedì.

Pace e pene,
Sorella Jean Claude

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