fbpx

I tarocchi del Convento: gli Amanti!

I tarocchi del Convento: gli Amanti!

Ho deciso oggi di inaugurare una nuova rubrica: i tarocchi del Convento!

Forse non saprete ma io sono sia la Badessa (e fondatrice) del Convento delle Cappellane Scalze, che una cartomante esperta.

Ho scoperto il Dono quando ancora avevo 17 anni, e ho continuato ad usarlo per aiutare, nel mio piccolo, chiunque avesse la fortuna di incontrarmi per la sua strada.

Comincio oggi dal più famoso (per non dire famigerato) degli arcani maggiori: gli Amanti.

Ho scelto un’immagine non tra le più comuni, ma decisamente evocativa: gli Amanti del mazzo dei tarocchi di Thot illustrato dallo stesso Alister Crowley, maestro indiscusso della magia cerimoniale, forse il più famoso e discusso esoterista del secolo scorso.

Gli amanti, in una stesa di tarocchi parlano della cosa più ovvia: un’amore nuovo, un buon esito di una frequentazione, un sentimento corrisposto, ma anche una passione terza, l’amore per il proprio lavoro, il piacere profondo di un tempo libero passato a fare ciò che si ama.

La carta mostra un uomo e una donna nell’atto di unirsi in matrimonio, l’iconografia si rifà a quella molto più semplice dei tarocchi di Rider White con un putto raffigurato nell’atto di scoccare la freccia dell’amore che unirà per sempre (o fino a sopraggiunte corna) la coppia sponsale.

In questo caso però la simbologia della carta è più ricca: si alternano infatti i simboli del bianco e del nero, nei colori e nelle razze, il bilanciamento tra le due forze, del bene e del male, è la fonte dell’equilibrio e della ricchezza della vita. Questa linea simbolica è presente non solo negli sposi ma anche nei fanciulli atti a portare loro i doni, che non sono anelli ma fiori e clave, in un continuo rimando al dolceamaro del sentimento evocato dalla carta.

Il celebrante altro non poteva essere per Crowley che il Mago, rappresentato nel fondo della carta, ma ben presente nel complesso dell’iconografia.

Egli stende le proprie mani sopra gli amanti in segno di benedizione del mascolino e del femminino che si uniscono in una sola cosa nell’atto del matrimonio.

Maschio e femmina infatti sono rappresentati nella carta al di sopra del mago, ai lati, ripetuti nell’iconografia del bianco e del nero, dell’uomo e della donna, della dualità presente in questa carta (non per nulla vi è un eco di questa stessa immagine nel due di coppe), dualità che si ripete anche in basso, nel grifone e nell’aquila, ai lati del mondo avviluppato nel serpente eterno.

Infine i simboli del potere: ad unirsi in matrimonio sono Imperatore ed Imperatrice, arcani dedicati ai due sessi e a quello che il maschile ed il femminile rappresentano in sè stessi; ella, con il globo sulla corona tiene in mano la coppa, il Sacro Graal, lui la lancia, che funge insieme da scettro e da arma tale da poter difendere quello che con l’amore si è conquistato.

Un’amore magico, combattivo, battagliero, profondo, intricato, fusione di energie maschili e femminili, microcosmo operante nel mondo secondo la pura energia della magia stessa, rappresentata dalla potente evocazione del mago circonfuso di spade, a difesa ed onore di quanto unito non tanto da dio ma dall’uomo stesso, che, non bisogna dimenticare, secondo Crowley, è l’unico artefice del proprio destino.

Al contrario, la carta, andrà letta come un’amore dagli equilibri precari, una passione che si sta estinguendo, od anche solo un’epifania di caso umano.

A giovedì prossimo per l’arcano seguente!

Share post:

Leave A Comment

Your email is safe with us.