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Che fine faranno le discoteche?

Che fine faranno le discoteche?

Un capodanno triste, a casa, con il nevischio e la pioggia fuori ed il Grande Fratello dentro. Gli unici assembramenti rimasti erano su Instagram, per quanto ci entri ora, dei furboni che hanno preferito una denuncia a non mostrare quanto si divertissero.

Tuttavia erano ben pochi, ed anche assieme difficilmente più di otto.

Le discoteche sono un lontano ricordo.

Mi permetto di fare mente locale; è da febbraio dell’anno scorso che molti locali da ballo hanno chiuso i battenti senza più riaprirli. E’ da ottobre 2020 che, a seguito della pausa estiva di Mondello, che noi non vediamo un dancefloor.

Passerà in fretta anche l’Epifania, che tutti i crediti d’imposta porta via.

Ci stanno facendo dimenticare un intero settore.

Tutti noi che anche ci lavoravamo, nelle discoteche, stiamo perdendo l’abitudine a ubriacarci ed andare a letto tardi. Figuriamoci gli altri.

Già era da anni che i locali lavoravano di meno, che dovevano fare serate free entry o con personaggi del calibro di Malgioglio per radunare qualcuno. Ora, veramente, pensate che quando sarà il momento, la gente, in disco, ci tornerà?

Intanto non sappiamo il momento. Perchè potrebbe essere l’estate 2021, così come il prossimo Halloween, così come il lontano 2022. Roba che Paolo Fox, alla sola domanda, impazzirebbe!

Perchè se adesso è ancora fresco il ricordo dell’anno scorso, così non si potrà dire della prossima volta.

Presto non ricorderemo altro che questo “new (ab)normal”, questo set di (cerco) lavoro, mi trovo con i miei amici (di nascosto, rischiando una sanzione amministrativa), mostro (ma non mostro) sui social, e torno a casa.

La tristezza.

E poi, davvero pensate che quando si potrà tornare, le persone, abituate da due anni di distanziamento sociale, sara pronta di nuovo a limonarsi in pista? Io lo spero, ma alla meglio saranno molto meno di prima.

E poi, dove si troveranno?

Sì perchè “cosa ne sarà delle discoteche?” vuole anche dire che molti locali non ce la faranno a riaprire. Sì qualcosa quest’estate, sì qualcuno tornerà, sì rimarrà del mercato, tuttavia il punto penso sia non aspettarsi le briciole di quello che ci permetteranno di fare ma costruire qualcosa di nuovo.

Certo è che non potendo trovarsi quasi tutto passa per l’online, e questo mi manda in cortocircuito. Cioè costruire una nuova socialità senza socialità è difficile.

Questi lockdown continui ci stanno regalando tempo rubandoci le cose con cui riempirlo. Sì le COSE, voglio essere generica. Spostarsi, trovare un amico, fare shopping, fare una passeggiata in centro, andare in palestra, bersi un’aperitivo, uscire alle 23.00 per fare serata.

Se ho un augurio per questo anno nuovo è proprio quello che si possano ritrovare, man mano, nuovi stabili spazi di libertà: passeggiare, cenare, allenarsi.

Piccole cose per un anno che sarà segnato da una nuova normalità che, ahinoi, non prevedrà le discoteche.

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