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La vita di Stephanie Forrester

La vita di Stephanie Forrester

Stephanie Forrester, la genitrice di Ridge di Beautiful, è la mia madre spirituale, il mio spirito guida, la ricetta per ogni situazione, la soluzione per ogni male.

Solo che, mi sono accorto, che la vita di Stephanie Forrester è diversa dalla mia, e non solo perchè io non sono proprietaria di una grande casa di moda.

Innanzitutto fatemi ringraziare nonna per avermi iniziato al telefilm, se non l’avessi visto, probabilmente oggi non sarei una drag queen o almeno non sarei la drag che sono adesso.

Io amo la ricchezza, il lusso, ma soprattutto trame ed intrighi.

Ho sempre vissuto la mia vita come fossi su Beautiful (titolo originale “The Bold and the Beautiful” – “I Belli e gli Audaci”) e tuttora ne traggo un sublime piacere.

In fondo cos’è la comunità LGBTq+ se non un microcosmo impregnato di gossip e di Donna Francisca?

Nuotiamo costantemente tra Sandra Milo che parla di uccelli, Carmen di Pietro che declama poesie, Franca Leosini che castiga gli indagati, tra gli abbaglianti fari di Barbara D’Urso e l’ennesimo falò dove Filippo Bisciglia ha un video per il cornuto di turno.

La nostra vita è un telefilm.

Vi siete chiesti però perchè non funziona allo stesso modo?

Ingorgati in un mondo che è tanto piccolo quanto cattivo, rimaniamo in gruppi telegram dove si sparla di qualcuno solo per girargli lo screenshot dove si è parlato male di lui? A che pro?

Il drama ovviamente. Ma se su Beautiful porta spettatori, qui al massimo nasconde la volontà di far franare carriere altrui, senza per l’altro avere neanche un minimo successo nell’opera.

Gente che parla davanti, dietro e di fianco degli ex altrui? A che pro? Una conquista in più? Un gossip in più da lanciare? Un argomento in più per il prossimo video di TikTok?

Tuttavia il vostro ex, o il vostro caso umano di turno, non striscierà mai più da voi.

Nonostante ne replichiamo, con non poco divertimento, le dinamiche, nessuno ci ha mai fatto notare il piccolo elemento di differenza: la ristrettezza del cast.

Se gli attori sono 10, e la serie parla di amore, è inevitabile che prima o poi tutti giaceranno assieme.

Sebbene non sia inusuale che nella comunità gay si passi facilmente nel letto del vicino, questo non solo non è detto, ma sicuramente non è destinato a durare.

Immaginate poi che gli attori non siano più 10, e neanche 100, e neanche 1000, ma l’intera community italiana ed estera (perchè c’è sempre da ricordare, assieme ad Anna Oxa, quelle disperate che, per moda o per esaurimento scorte, vanno a fare rifornimento all’estero, decidendo a volte, per comodità quantitativa, e perchè probabilmente in Italia hanno più debiti che amici, di rimanere lì). Il gioco è sicuramente diverso.

Il tuo lui non tornerà. La tua arcinemica se ne fregherà altamente di te. I tuoi casi umani non guarderanno mai le storie in cui li attacchi più o meno velatamente, e anche se lo faranno, 90 volte su 100 non ne capiranno il senso: non ne sono in grado.

La gente ha una vita al di fuori del chiacchiericcio, e persino le rotture e i riappacificamenti di Belen e Giulia de Lellis sono “business”, se quindi è vero che le corna stanno bene con tutto, è anche vero che spesso sono solo da pigliare e da portare a casa.

Se è vero che la vita è un teatro, non è detto che recitare renda.

PS: perchè Stephanie Forrester? Perchè lei è la matriarca, la donna di classe, la signora, che però non lesina scenate, intrighi e colpi sotto la cintola pur di mantenere il giusto decoro. E qui, vi ricordo, siamo in un Convento.

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