fbpx

La Regola della Grammatica.

La Regola della Grammatica.

Scrivo questo articolo di getto, perchè, evidentemente mi ero persa una regola fondamentale nel corteggiamento, regola che ho appena ribattezzato “regola della grammatica“.

Prima permettetemi una legittima digressione sui “grammar nazi”, categoria a cui appartengo anch’io, in parte. Odiata perchè spesso eccessiva, la categoria è di fatto l’ultimo baluardo della lingua italiana nell’oceano sgrammaticato dei social.

Personalmente sono una “grammar nazi soft”, non mi soffermo sulla direzione degli accenti, sull’assenza degli apostrofi, o sulla verosimiglianza degli arcaismi, ma ho un tenue piacere a blastare chi disdegna la conoscenza base degli ausiliari. Fatemi però tornare alla nostra teoria.

Enunciamola come un teorema:

“la regola della grammatica stabilisce che quando scrivete ad una persona essa non solo ignorerà completamente il significato grammaticale di quello che state scrivendo, ma sarà anche in grado di produrre azioni e/o messaggi incuranti della consecutio* dei messaggi stessi.”

*dicasi consecutio, dal latino, “consequenzailità” in senso sia logico che temporale.

Grammar nazi by Beppe Giacobbe - Le regola della grammatica

Detto con le parole di Nietzsche: “non ci sono fatti, solo interpretazioni“; il che ci porta al “Corollario del Contesto“, leggibile come:

stante un contesto palese, sia grammaticalmente che fattualmente, esso verrà comunque ignorato dal caso umano* di turno” che agirà solo in base a ciò che lui ritiene ovvio (ma che ovviamente non è altrettanto palese).

Intendasi come caso umano* “una persona non interessata sessualmente/sentimentalmente a voi” con una spolverata di bamba, problemi comportamentali e soprattutto di comprensione del (con)testo.

Sbaglierò, ma ragazz* un po’ di grammatica in più non fa male a nessuno!

Vostra, Sorella Jc

Share post:

Leave A Comment

Your email is safe with us.