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Serenità acquisita

Serenità acquisita

La serenità si acquisisce, col tempo, e la vecchiaia, presumo. A me è sta capitando ora.

Ho appena terminato la mia unica settimana di ferie post lockdown.

Attualmente ho tre lavori, a dirla tutta. Diciamo che almeno erano ferie rispetto a quello principale.

Sono sempre stata apprensiva per ogni minima cosa, e mi sono accorta che sto lasciando andare.

Ho sbagliato l’orario di un post instagram o la color di una story? Chissenefrega.

Mi sono dimenticata di salutare qualcuno? Tranquilla Sister, lo hai notato solo tu.

L’ultimo look non era al top? “Better done than perfect”, disse qualcuno.

Al lavoro non ti hanno ancora confermato la promozione promessa? L’importante è che almeno un lavoro ci sia, e se salta il secondo lavoro caccia fuori il terzo!

L’ultimo caso umano è andato in vacanza a Sitges e sta invadendo i social con le sue foto da debosciato con tutti i tori greci di turno? Ricordati che lo aspettano 14 giorni di quarantena.

Ok sul Covid non dovrei scherzare ma insomma, anche questa è una preoccupazione di cui faccio volentieri a meno.

Serenità è sapere che anche se il primo lockdown mi ha visto perdere due lavori, contemplare la bancarotta ed accarezzare l’esaurimento nervoso, tutto andrà bene, ma non per via del governo o dei presunti vaccini russi, ma per noi stessi.

C’è una parola, nell’ambito della crescita personale, si chiama “resilienza”, è la resistenza sotto steroidi, o meglio, la resistenza sotto pressione, la resistenza nella vita, quella che mi ha fatto tornare con tre lavori invece che due e onestamente più sana di mente.

Questa è serenità, ed io e le consorelle (nuove novizie allietano le stanze del Convento, che si è dato nell’ordine: una selezionatrice, una tesoriera ed una bibliotecaria) la auguriamo a tutti, tranne ai casi umani, ovviamente.

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