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La salute mentale in una pandemia senza fine.

La salute mentale in una pandemia senza fine.

Mantenere la salute mentale è sempre stata una sfida. Per molti di noi, specie in quanto persone LGBTq+, il tema della salute mentale non è nuovo; tuttavia la cosa sta apparendo sempre più palese agli occhi di tutti: la salute mentale è un problema di tutti, ed è un fronte costante dove dobbiamo quotidianamente fare trincea.

Sempre più spesso, anche sul lavoro, mi capita di fare lo stesso ragionamento con i miei allievi: accettate i vostri sentimenti, permettetevi di non essere sempre ok, e nel frattempo affidatevi ad un metodo (trattiamo di ricerca di un nuovo impiego) che lavori per voi. Un metodo che funzioni da solo anche se vi toccherà passare la peggior settimana della vostra vita.

Ve lo dico, lo sto facendo anch’io.

La scorsa settimana, infatti, non è stata leggera, anzi. Tre traslochi ed ancora la stabilità sembra lontana, poi leggi delle ulteriori chiusure, ti crollano le illusioni su Draghi, la situazione pandemica rende le nostre vite ancora più incerte, e allora ci lasciamo andare allo sconforto, ed è capitato anche a me.

La nostra salute mentale dipende spesso dai nostri punti fermi.

In questo senso, diceva Galimberti: “la routine ci salverà”; però la vecchia ruotine è da un anno che è persa. Dobbiamo per forza trovare qualcosa di nuovo, ma io stessa non sono riuscita a sostituire tutto e anche quello che sono riuscita a cambiare, non l’ho fatto con leggerezza.

Attualmente ho trovato un nuovo analista e ho ripreso un percorso che riesca ad accompagnarmi in questo periodo di mutazioni non volute.

La salute mentale non può più essere un taboo. Anzi, dobbiamo parlarne. Dobbiamo poter dire serenamente che siamo persone più che equilibrate, anche e forse anche proprio in ragione del fatto che andiamo in analisi.

Andare da uno specialista, psicanalista o psichiatra che sia, non è da “pazzi”. E’ da persone sagge, è da persone che lottano ogni giorno per avere il controllo sulla propria vita, o che forse lottano contro le proprie manie di controllo, o contro qualsiasi altro spettro nel cassetto, per essere più sereni con se stessi e con gli altri.

Chiuderei citando RuPaul: “if you can’t love yourself, how in the hell you gonna love somebody else?”

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