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Il Ferragosto del Villaggio.

Il Ferragosto del Villaggio.

Ferragosto è uno di quei momenti in cui l’Italia si ferma per prendere fiato, e ogni villeggiante torna in balia del pendolo dell’esistenza che spazia dalla noia ai party a base di polvere bianca.

I secondi altro non sono che un più o meno elaborato modo per evitare la prima: non pensare per non accorgersi del vuoto dell’esistenza.

La paura più grande dell’uomo e l’uomo stesso, o meglio, la propria terribile consapevolezza. La consapevolezza della sua “finitezza”, del vuoto che lo attende non solo dopo questa vita ma durante la vita stessa*.

La paura più grande dell’uomo non è la morte, ma la solitudine, perchè essa porta prima alla consapevolezza e poi alla follia.

L’uomo non è progettato per stare da solo.

Aristotele infatti definì l’uomo come “animale sociale”.

L’intelletto e la socialità nell’uomo vanno di pari passo (salvo per i casi umani che visualizzano e non rispondono, o la carne da macello che ci lancia in scopate epiche, lì siamo rispettivamente a livello alieno e a livello animale), poichè è proprio grazie al suo intelletto che l’uomo guadagna la consapevolezza del suo essere “solo, trafitto da un raggio di luce, a guardare i video di Bambola Star” e quindi la sua missione inevitabilmente sociale.

Puttanate a parte, qui voglio essere serio.

Non si parla mai abbastanza del disagio psicologico, specie nella comunità ABCDEFGHILMNOPQRSTUVZLGBTQ+.

Le forme del disagio sono varie ed eventuali:

  • esistenziale: solitudine*
  • sociale: mancanza di accettazione da parte del gruppo dei pari (e quindi, se incapaci di trovare un VERO gruppo di pari, anche un estremo senso di solitudine);
  • disforico: mancanza di accettazione del proprio corpo (e/o di un processamento mentale che cancelli le etichette e che ne trovi una nella sempre più ampia inclusività LGBTq+ e che garantisca quindi almeno una “concettualizzazione” del proprio balance interno tra “maschile” e “femminile”, e ve lo dice una persona che ha cercato molto prima di capire di essere non binary, esplorando anche l’opzione del gender reassignement);
  • comunitario: mancanza di accettazione da parte della comunità di appartenenza;
  • comunitario “LGBT-“: mancanza di accettazione, bullismo, body shaming, offese random e slutting vario da parte della stessa comunità queer (e non mi riferisco al dire che una drag queen si trucchi con il badile, quella è verità, al massimo è make-up shaming, e bisognerebbe accogliere le verità come tali) ma mi riferisco all’omofobia interiorizzata di “no femme, no black, no asian” della stessa comunità che non riesce a vedere oltre al proprio filtro instagram;
  • post lockdown: mesi di isolamento, lavori persi, amori a distanza, ghosting a pioggia. Non è un bel periodo, ma sappiate che la barca è terribilmente condivisa, tanto vale farci un party in vista della fine del mondo;
  • ansiogeno: attacchi di panico, asma, picchi di stress, è tutto comune in una società che valorizza solo la performance e non fornisce alcun mezzo nè direttiva psico-sociale per avere “successo” nella vita (laddove il vecchio modello cattolico-fordista del post boom economico è decorosamente giunto a disuso);
  • depressivo: per tutti i motivi qui sopra e molti altri, la nostra è una società di depressi, e non c’è vergogna nell’esserlo, perchè NON E’ COLPA NOSTRA;
  • vitale: amore, lavoro, tasse e tutto quello che nella vita è inevitabile come la stupidità umana, fa inevitabilmente soffrire, ed il Convento è qui per offrire la propria spalla, ed un minimo di comunità, sebbene più virtuale che reale (ma meglio poco che niente);

Dal disagio si può uscire, ma, come dicevo prima, non c’è vergogna nel provarlo, così come non ci deve essere vergogna nell’ammetterlo, nel dirlo, nel prendersi cura di sè, nell’accettare aiuto psicologico o affidarsi ad un coach competente.

Il punto di oggi è, divertitevi, come ogni festa comandata, ma non soffrite più di tanto se siete a casa soli, se lavorate, se non avete un lavoro ed il mondo è fermo, se siete in ferie ma i casi umani vi bombardano di disagio, è tutto normale, siete tutti assolti dai vostri peccati.

Vostra,

Sorella Jean Claude

Madre spirituale, Badessa del Convento delle Cappellane Scalze, e Love & Life coach

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