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Vita e morte alla Corte dei Miracoli.

Vita e morte alla Corte dei Miracoli.

Ricordate che gli amici di tutti sono amici di nessuno.” Questo è il primo comandamento della Corte dei Miracoli.

Ma di che luogo stiamo parlando? Esso era il quartiere Zingaro, visibile anche nel Gobbo di Notre Dame di Victor Hugo, dove coloro che si fingevano zoppi, storpi o ciechi, una volta varcatene le porte tornavano magicamente sani.

Insomma, la Corte dei Miracoli è un luogo di artisti e truffatori, dove la maggiore verità è l’arte con cio si nasconde la menzogna.

Un po’ questo è quello che si vive quotidianamente nella bolla social in cui si trova la comunità LGBT, dove il coming out di Gabriel Garko diventa inutile perchè “già lo sapevano tutti”, in cui continua a dominare quest’idea molto anni 90′ (incarnata benissimo, sempre per rimanere in tema di Gf, da Tommaso Zorzi) per cui per fare la figa, per essere cool, bisogna essere la più acida, la più cattiva e spararla più grossa possibile.

Devouring an heart. Can It be poetic?

Classico sintomo della coazione moderna a mettere in scena questo freakshow, questo circo, questo spettacolo degli orrori, viene condito per essere raccontato nel modo migliore possibile diventando una Corte dei Miracoli dove è meglio non sapere cosa giace dietro la facciata.

Ma la facciata, il tragicomico racconto di noi stessi, deve essere esibito ad ogni costo, da quando è nato Facebook e poi Instagram, si parla quindi di 10/15 anni fa, ormai con TikTok ormai esplosa, è una continua a rincorsa ad esagerare, a spararla più grossa, utilizzando le peggio cose per guadagnare un minimo di visibilità, e in tutto questo c’è un altro livello in cui questo termine diventa particolarmente adatto.

Un livello da cui riprende il titolo dell’articolo: Vita e Morte alla Corte dei Miracoli.

E’ la corte dei lecchini, dei giullari, dei nani e delle ballerine, si sarebbe detto negli anni 2000, rischiando ora di essere politicamente scorretti, la corte di quelli che senza arte nè parte, e probabilmente senza lavoro, altro non hanno da fare che istigare sottobanco le lotte tra casate nobiliari, le faide, o semplicemente le catfight su Facebook.

Sono i cattivi consiglieri, i Vermilingui. Sono quelli la cui etica è ancora più bassa di coloro che si fanno raggirare, perchè in fondo ognuno ha sempre voluto i propri 15 minuti di fama, no?

Non penso si possa imputare a qualcuno il fatto di poter sbagliare. Ogni tanto capita, e quando capita l’unica cosa che si può fare è riconoscere di aver fatto un errore, però almeno, quello che si può chiedere a tutti, è di tentare di camminare sulle proprie gambe, e a testa alta.

Camminare indipendentemente da tutta la serie di leccaculi che emergono quotidianamente sui social, che forse non avendo altro da fare, per attirare loro stessi non più 15 ma ormai 5 minuti di popolarità, tentano di farlo continuando a mettere like in un’attività quasi frenetica, quasi ossessivo compulsiva, nevrotica direbbe Freud. In cui puntualmente sul post dello sfigato di turno, le cui qualità artistiche o estetiche sono quantomeno opinabili, il sei bellissimo, sei fantastico, la ricondivisione instagram con su scritto “è Arte”.

Ma davvero?

Magari non mi esprimo personalmente su cosa possa essere arte, lo sto già facendo come madrina al concorso Androgynous che ha dato vita alle foto che vedete questo articolo, ma sicuramente non tutto è arte, non tutto è bello, poi ovviamente esistono i gusti, certo.

Tuttavia alla Corte dei Miracoli dove ogni cosa è un caleidoscopio di circhi, tutti devono riuscire a far vedere di saper fare almeno qualcosa di giocoleria, e se non lo fanno devono riuscire ad applaudire e chi applaude deve applaudire più forte, fare il commento più rancoroso, in fondo cosa possono dire se non “è solo invidia”?

Purtroppo l’invidia è solo negli occhi di chi guarda.

Il punto è che l’intero concetto di Corte dei Miracoli, il concetto per cui, sempre parlando di televisione, personalità come Adriana Volpe non funzionano perchè troppo educate, troppo pacate, è un concetto deleterio, e ci sta che la televisione sia spettacolo, che drag sia spettacolo, ma la vita non è solo spettacolo: la vita è la vita.

Il teatro è vero che è la rappresentazione della vita, o dovrebbe esserlo, tuttavia per fare teatro deve esserci vita dietro, il teatro senza vita dietro è solo finzione, la finzione quotidiana, la finzione spinta per cui si deve mostrare per forza che si è felici, mostrare per forza che si è belli, mostrare per forza che si è innamorati, mostrare per forza che si è artisti, quando magari non lo si è.

Quando magari si è depressi, non si è la persona esteticamente più piacevole del mondo, magari non sei innamorato, magari sei una persona che si diletta però non sei un professionista, ecco, tutto questo è una fortissima ipocrisia, un’ipocrisia assolutamente moderna, anzi, post-moderna, di cui quantomeno dovremmo renderci conto per capire cos’è realmente Vita e Morte alla Corte dei Miracoli.

Red teeth, black heart. Baby vampire look 4 Androgynous 2020.

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