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Uomini & Suore.

Uomini & Suore.

Un’estate finisce ed un nuovo autunno comincia; ecco che il Convento è subito pronto ad organizzare nuove cene, in piena modalità Uomini & Suore.

Contando che la mia vita sentimentale è pari a quella di Gemma Galgani, penso che titolo migliore non potesse esserci.

Io ormai da anni sono una fan divertita del Dating Show di canale 5.

Uomini & Donne ha sdoganato una nuova antropologia televisiva, coniando termini come “tronista” e dando vita a veri e propri universi paralleli dove quello che conta è “essere vero”, coerente ma non troppo con il proprio “percorso televisivo” nella sempre più teatrale lotta tra sentimenti e business, dove una 70enne gioca a fare la bella addormentata, stregandoci con la sua consumata esperienza di attrice teatrale.

E’ un teatro dell’assurdo, uno spettacolo catartico. Così come Temptation Island, è l’intrattenimento dei sentimenti, dove per una volta possiamo dire “ah ma allora non succede solo a me”, o “ah, ma c’è chi è preso peggio di me”.

Se non è catarsi questa?

Parimenti il Convento, già nel post covid, ha inaugurato le proprie Cene Eleganti, dove nulla accade veramente ma tutto è possibile.

D’altronde in un mondo dove se stai corteggiando una persona su instagram (giusto per creare l’adeguata suspance dal vivo, tra un nigiri e l’altro) scopri che se ha un’Audi è a noleggio, se si veste di Gucci è la replica del mercato di borgata, se monta su una moto tutto fiero in realtà ha solo la patente del triciclo.

Per non parlare delle troppie (coppie aperte) in vacanza a Firenze; pare che sia l’ultima moda di fine settembre.

Il Convento tuttavia non demorde, ed ecco il format ufficiale: “Uomini & Suore”, che in fondo è come il racconto della vita di tutti, imprevedibile.

Ecco che in merito mi giunge poderosa l’esperienza nella narrative di Beautiful (così come ho narrato ne “La Vita di Stephanie Forrester“), perchè in fondo, cos’è la vita se non ci spruzzi sopra un po’ di intrighi?

A fin di bene, ovviamente.

Ma una cena come si deve ha dei canoni, primo dei quali è che gli invitati siano di qualità, qui non solo c’è la selezione all’ingresso, ma è un vero e proprio party su invito.

Vi chiederete ad “Uomini & Suore” cosa si intenda per qualità. Beh, se seguite il Convento da tempo sapete benissimo che si tratta di un mix, il giusto mix, l’aurea mediocritas, di tutti quei ragazzi belli, sagaci e con un lavoro sulle spalle. Uomini con la U maiuscola (dove la capitol letter si mette non perchè uno è macho, ma quando uno vale), mentre io sono ancora “not a girl, not yet a woman”.

Altra regola è che ogni invitato debba avere almeno due traiettorie possibili di rimorchio, cosa facilitata dal fatto che nel settore (aka. mondo LGBTabcd) ci conosciamo tutti, e che quindi tutti un aperitivo o un giro di lenzuola, in tempi andati se lo sono fatto.

Ovviamente per Suore tradizionali le lenzuola sono off limits, ma ecco, noi non siamo semplici suore, noi Cappellane Scalze siamo le eredi della Monaca di Monza, detentrici di nobilità decaduta e buon gusto ancora in auge, donne che dedicano la loro vita alla bellezza, e per farlo al meglio decidono di gustarla.

Quindi, che dire? La nostra Speranzosa, la Raffaella Mennoia di noialtre, accetta candidature per la cena, che ovviamente saranno poi al vaglio della direzione mia e di Sister B.

Io sono estasiata!

Ps: la stagione a venire non sarà priva di drag shows; sabato ho avuto l’onore di essere madrina alla selezione nord della quinta edizione dell’Androgynous, e molte altre tappe ci aspettano!!!

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