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Un nuovo mondo.

Un nuovo mondo.

Oggi volevo lasciarvi liberi dalle troppe parole, e lasciarvi ad una riflessione seria che ho registrato settimana scorsa: il Coronavirus sta dando vita ad un mondo nuovo, e non in meglio.

E’ ormai nell’aria un secondo lockdown. Già lo dissi in precedenza, qui e qui, dove già prevedevo cosa sarebbe successo.

L’unica cosa che non mi era ancora chiara, era la velocità con cui la situazione poteva precipitare.

E siamo precipitati. Come Alice, in un Mondo Nuovo.

Il Mondo Nuovo è anche un noto romanzo distopico di Aldous Huxley, un libro così bello che non ve lo spoilero qui, ma vi ho lasciato il link di Wikipedia.

Il punto è che rispetto al sogno americano, fiorito anche in Europa negli anni 50 e 60, e rispetto alla panoplia delle possibilità degli anni 90 e degli anni 2000, ora tutto pare si sia chiudendo su se stesso.

Abituati a vivere in un mondo globalizzato dove l’unico comandamento era “diventa chi sei”, seguito dal corollario pantagruelico del “puoi diventare chi vuoi”, ora tutto questo viene negato.

L’abbondanza economica, l’apertura delle frontiere e la democratizzazione delle libertà sono state improvvisamente sospese per via dell’emergenza.

Altro non dico se non: siete sicuri che nel Mondo Nuovo che verrà dopo il Covid (e numerosi lockdown dopo), tutto tornerà ad essere come prima?

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