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Le Regole dei Social Network!

Le Regole dei Social Network!

E’ giunto il momento: mettere nero su bianco le regole non dette che vigono sui Social Network!

Ok, originariamente era un post solo sulle Dating Apps (gay), parlo di Grindr, Scruff, Gayromeo e, in qualche modo anche di Tinder (solo per intenditori).

Anyway, in questo lunghissimo post non solo tenteremo di mappare il perverso modo dei siti di accoppiamento (gayo e non) online, ma anche affronteremo l’elefante nella stanza: la Netiquette su Facebook, e i risvolti dei furbi che sono in grado di sfruttarla a loro piacere.

Parte prima: dating apps.

Frocial Network

 

Regole accertate

Regola n.0: il regno della Noia.

Base assoluta di un qualsiasi approccio online: la gente è lì per noia, quindi un “ciao” come risposta non equivale certo ad una dichiarazione d’amore, quindi voi tutt* calma coi fiori d’arancio, che le risposte “per mera educazione” si sprecano.

Corollario A:
se non è interessato non risponde; il che, tradotto con il titolo di un noto film “la verità è che non gli piaci abbastanza”.
Corollario B:
se non risponde subito, non è interessato.

Regola n.2: brutti cercano medi, medi cercano belli, belli cercano belli.

Per la dissertazione completa rimando al post precedente: “Overloaded doll: la teoria della scala“.

Regola n.3: chi ha foto cerca solo chi ha foto.

Quindi evitate fake, foto sgranate di 20 anni fa, foto senza testa e cose varie, ma soprattutto evitate di non caricare neanche uno straccio di selfie. Già la gente è annoiata, figuratevi se risponderà mai a chi non ha neanche una foto profilo!

 

Usi comuni e comunemente irritanti.

Uso n.1: ignorare la regola n.3, ovvero non aver foto e rompere il cazzo a chi le ha.
Leggasi anche “trappola di Whatsapp” o “samsara di Skype” (aka. ti vogliono portare in chat altrove per farti vedere le foto che dovrebbero avere lì) #ancheno.

Uso n.2: non leggere i profili.
Non vi dico gli esiti esilaranti di questa pratica. Sembra infatti essere la prova provata della legge di Murphy, poichè si troveranno puntualmente a fare/dire/ignorare qualcosa che non dovevano. Matematicamente.

Corollario A:
ignorare i limiti d’età; vi è capitato mai il 45enne che ti scrive (sovente senza foto) “so di essere fuori target, ma ci provo cmq”? A me sì.

Corollario B:
ignorare i limiti fisici; l’orso scrive a quello che cerca glabri, l’attivo scrive a quello che è solo attivo, il chubby scrive al twink, il magro al muscoloso e così via.

Uso n.3: tirarsela senza soluzione di continuità.
Tutti Brad Pitt, tutti corteggiatissimi. Ma davvero? Io non credo.

 

Deroghe alla netiquette corrente.

D. n.1: volgarità e maleducazione.
Pare valga la regola implicita del leone da tastiera, per cui “dato che non ci si incontrerà mai (e che posso bloccarti in 0.2)” ti smerdo tanto che neanche il vostro ex-ragazzo tossico durante una crisi d’astinenza.

D. n.2: spamming.
Nascono profili che pubblicizzano locali ma che si spacciano come utenti, utenti che hanno scambiato Gayromeo per “Cerco Casa disperatamente”, e quelli che sono così sfacciati da chiederti una ricarica del cell come gabella per incontrasi (giuro, a me è successo, ma allo stronzo del caso è scomparso il profilo in 3 giorni 3, dopo accurata segnalazione).

D. n.3: stalkeraggio (o message bombing).
Qui si apre la misteriosa categoria umana di quelli che, per probabile scarsità di alternative, anche se non rispondi al primo messaggio continuano imperterriti a scriverti.
Aaaaaaaamore non ti ho cagato prima, perchè dovrei farlo ora?
Poi ovviamente c’è lo stalkeraggio legittimato dal famoso “prima ti cago e poi scompaio”, di cui sopra.

 

Palese assenza di buon gusto sui Social Network (o P.A.B.G)

PABG. n.1: volgarità first:
Si presentano nel loro primo messaggio con tutto il corredo: gioielli di famiglia, ANello del Nibelungo e scettro del potere. Poi per chi ha letto “fist” la cosa si commenta da sola..

PABG. n.2: threesome & orgy:
Non tutti sono monogami, e taluni godono delle contemporaneità..

PABG. n.3: double penetration:
“Ti andrebbe cosa a tre con il mio amico C.? Lui gode nel farsi sfondare da due ca**i assieme”. Questo è un messaggio vero.
E non vado avanti nella descrizione..

PABG. n.4: chems & circus:
Inutile dire che la bamba la fa da padrona, la keta da padroncina, ma solo le chems le vere queens delle ballroom online. Poppers, per capirci. In generale proposte assieme ad un’altra PABG a caso. Poi per carità va bene tutto, ma dovremmo darci un limite, no?

PABG. n.5: bareback & gonorrea libera:
Chi non avrà mai avuto una bella richiesta di scopare senza il preservativo? E poi cosa? Poi clamidia, gonorrea, sifilide, coronavirus, e ovviamente un baby shower. #ancheno #anchemeno

 

Una fenomenologia social: i profili Fake!

Il fake ovvio:
ha foto dell’attore/modello di turno. Oscilla tra lo svogliato, il pressappochista e l’ovviamente stupido. Certo è che #monachilegge e #peggiochicicasca, anche se ogni tanto capita a tutti.

Il fake quasi ovvio:
come il precedente ha foto di modelli, ma meno famosi, o di partecipanti a uomini e donne, è sempre un cretino ma con un pelo di fantasia in più.

Il fake mono-immagine: 
“altre foto?”, no. Bloccare!

Il fake senza immagine:
“foto?”, no. Bloccare.

Il quasi fake:
mette foto parziali, l’addome, il mento, il petto, o la classica senza testa. Cambia l’età, i gusti, magari piazza una citazione colta. La foto è sua, non sempre ne manda altre, ma è probabile che lo faccia, sempre se non siete uno dei profili che non vuole lo riconoscano (sebbene di frequente soffre della sindrome di Sailor Moon, ovvero si riconosce abbastanza bene), tende a volersi far conoscere, o a sfogarsi, ma solo fino ad un certo punto: come tutti i fake non incontra.

Il fake serio:
è il fake che ha fatto qualche compito a casa, e che ha altre foto, più o meno credibili, ma tendenzialmente sono di persone diverse, anche se l’inquadratura potrebbe rendere in qualche modo rendere tutti appartenenti alla stessa persona: criptici.

Il fake perfetto:
questo ha fatto TUTTI i compiti a casa, ha foto, foto corpo, foto viso, foto osè, foto vestito, foto con amici (insomma ha saccheggiato un profilo myspace a caso), geolocalizzazione, età, peso, hobbies, lavoro, e ricorda con esattezza tutte le sue balle. Difficilmente vi chiederà qualcosa oltre al cellulare. Spesso blocca, ma solo dopo averti promesso il paradiso. Capita che sia intenzionalmente vendicativo.

Quello che scambiate per fake ma è un manzo vero!
Quante volte vi è capitato di non credere ai vostri occhi “no, vabbè, guarda che addome, non può essere vero, manco gli scrivo”, “no, dai, questo è troppo figo, non può scrivermi”, “no, ti prego, ma questo è sicuramente un furto d’identità”? Io vi confesso che, di recente, mi è capitato con Giuseppe, tanto da interrompere la chat su Grindr per avvisarlo su Fb che qualcuno si stava spacciando sfacciatamente per lui. E, pensate, lui, carinissimo mi risponde “no, sono proprio io"...

Parte seconda: cortocircuiti etici su Facebook.

Facebook sembrava morto, sepolto da Instagram, TikTok e varie, ed invece, in piena pandemia si è rivelato essere ben più vivo di prima, e così problematico da esigere un post verità!

Regola n.1: leoni da testiera.

Tutti parlano di tutto, tutti esprimono opinioni non richieste, tutti attaccano a ruota libera per mera visibilità. C’è infatti una certa acidità manifesta nei post della “comunità LGBT” dove sembra aperta la corsa a chi è più sarcastico. E’ una che mi è capitato di prendere, ma che ho capito che lascia il tempo che trova.

Regola n.2: non leggo, non scrivo, però condivido.

Verificare le fonti che si condividono pare sia un vezzo di pochi, l’uso del congiuntivo ancora meno. Di fatto la combo di analfabetismo funzionale e fake news ha fatto sembrare che in Italia durante il lockdown fossero sbarcati gli alieni!

Regola n.3 (corollario delle prime due): ipocrisia portami via.

Visto il proliferare della qualsiasi, i più “furbi” hanno adottato la tecnica più efficace: il buonismo. 
Pare infatti che pararsi sotto l’ombrello del “volemosse bene”, della “buona causa”, dell’unione, della comunità e varie ed eventuali frutti una bella fetta di like gratuiti.
Io vi dico solo, quando leggete post simili, dubitate amiche, dubitate!

E con questo mi sembra di aver detto abbastanza, almeno per tenervi lontani da linciaggi pubblici e da terribili perdite di tempo!

 

Detto ciò, io sono terribilmente curiosa: qual’è la vostra esperienza con i social network e con le dating apps?

Con quali fragorosi disagi vi hanno scritto di recente? Quali paranoie indicibili hanno usato per rifilarvi l’offesa di turno? Quali screen sono stati l’ultimo oggetto del contendere?

#tellmeall

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