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L’industria della distrazione funzionale.

L’industria della distrazione funzionale.

Nel lockdown festivo ho riscoperto l’industria della distrazione funzionale.

E’ Santo Stefano, ho accettato che non ci sia nulla da fare, come da tradizione, e stavo vagando in rete alla ricerca di qualcosa di interessante; nell’ordine leggo: chi ha comprato la casa al mare di Dolce&Gabbana (chissà quanti anni fa l’avevano messa in vendita), del vestito inguinale di Justine Mattera (nonostante la mia lunga esperienza nel trash faccio fatica a ricordarmi perchè sia ritenuta famosa), del lutto di Karina Cascella, di un ritrovamento a Pompei, e del ritrovamento della rilevanza di Andrea Zelletta per l’attuale GfVip. Il tutto condito dalla variante inglese del Covid ritrovata in Veneto, dei nuovi bonus partita iva, delle inaspettate reazioni allergiche del vaccino Pfizer, di un giovane di 34 anni morto per un malore dopo essere caduto dalle scale, dell’amante di Diana e dell’Oroscopo di Paolo Fox.

Capisco che shakerato tutto assieme possa sembrare poco rispettoso, tuttavia non ho fatto altro che mettere nero su bianco il mio newsfeed Google.

Non è più sufficiente notare che e quanto siamo bombardati di notizie; perchè questo vale bene per la globalizzazione (ed in generale per le tragedie, e per il Covid, ovviamente) ma non è un’analisi soddisfacente.

Vi siete mai chiesti perchè qualcuno è ricco e voi no?

Beh, una delle risposte è perchè voi le news di cui sopra le leggete, altri o le fanno o le ignorano.

Tradotto in altri termini: c’è chi guadagna nel distrarvi.

Il 2020, e i social ce lo confermano, è l’anno (se non l’era) della battaglia, della lotta per la vostra attenzione.

Se non lo state notando Facebook è già da qualche mese che è letteralmente impazzito con le notifiche. Se prima di “fuori luogo” erano solo le notifiche legate alle dirette altrui (tra l’altro non disattivabili se non una ad una), ora, arbitrariamente, vi dà le notifiche anche se Tizio ha caricato una foto o Caio ha aggiornato il suo stato.

Facebook vi vuole tenere attaccati allo schermo.

Non so se ve l’hanno mai spiegato ma l’attenzione è una delle poche attività non parcellizzabili. Tradotto: tendenzialmente non potete dividere la vostra attenzione.

Non a caso si dice “multitasking” di una persona in grado di fare più cose alla volta, ma c’è un limite, un limite fisiologico e neurologico, per cui oltre una soglia, che parte già come molto bassa, non solo non si compiono più a dovere le mansioni fatte in parallelo, ma si eseguono sempre peggio.

Robin Sharma, un noto ricco guru americano della formazione automigliorativa, consiglia infatti di trovare sempre, sia nella propria routine mattutina, sia nel proprio lavoro, un momento di assoluto isolamento per trovare l’assoluta concentrazione, da dedicare ad una ed una sola mansione.

Niente cellulare, niente notifiche, niente voglie di cibo spazzatura, niente connessione internet, niente di niente.

Solo concentrandosi al 100% si potrà dare il meglio.

Ometto tutte le considerazioni legate a quanto siamo distratti quotidianamente sul lavoro, nelle relazioni, in qualsiasi situazione, dallo strumento di terrore rappresentato dagli smartphone.

Beh no. Ne farò solo una: quando lavoravo come drag queen, per anni mi arrivava puntuale la notifica in pausa pranzo delle grafiche da pubblicare tutti assieme, contemporaneamente, sui social. Roba che la pausa pranzo si dimezzava.

Sui social spesso siamo costretti a stare, ma tutti, almeno noi millennials, ricordiamo benissimo come si stava bene quando non c’erano.

Tuttavia oggi non c’è niente da fare, mi direte, quindi che problema c’è nell’indugiare un po’ nel dolce far niente?

Presumo che il problema sia la vostra povertà.

Cioè, lo facevo per me, il ragionamento. Avendo necessità di diversificare nuovamente le mie entrate, avendo visto la precedente diversificazione sfrondata dal Covid, ho percepito, ad un certo punto (più o meno all’inguinalità della Mattera), una netta sensazione di star buttando via il mio tempo!

Dovevo cercarmi una nuova fonte di reddito, o anche solo cominciare un percorso virtuoso, ed invece mi sono ritrovata a leggere di pubbliche sottane.

Allora: il problema è forse il mio essere stupida? Beh, sapete che non penso di esserlo. Tuttavia anche adesso che sto scrivendo, nel cellulare, di lato, ammiro estasiata la bizzarria di Anna Dello Russo nel suo trullo con piscina a Cisternino.

Capite? Siamo circondati! La distrazione funzionale sta bloccando l’ascensore sociale.

Se con il lockdown, in real tante attività non sono più possibili, in internet regna ancora il mito di poter cercare la qualunque; peccato che la Rete sia strutturata come un sinfonico coro di Sirene, e io, personalmente, non mi sento certo Ulisse.

La Rete 2, 3, 4, 5.0 è strutturata per distrarci, per farci perdere.

E questa distrazione è funzionale a chi nel frattempo si è attivato, tangenti a parte, per essere nominato direttore generale, consigliere d’amministrazione, consulente tecnico del governo, amministratore delegato, socio di maggioranza, coordinatore di consorzio, appaltatore unico, etc.

Mentre noi leggiamo dello spacco della starlette di turno, i ricchi ci fanno le scarpe.

Pare infatti esista una mentalità che differenzia profondamente i ricchi dai poveri, e questa la trovate su “Padre ricco, padre povero”, che vi spiega come dove il povero si lamenta, il ricco vede, scopre o addirittura vi costruisce un’opportunità.

Mentre noi leggiamo delle nuove dichiarazioni di Pamela Prati, c’è chi sta fondando la prima, la seconda o la terza StartUp.

Ora ci siete arrivati? Avete capito perchè e a chi la distrazione è funzionale?

Non c’è un sistema precostituito, semplicemente la ricchezza è sempre stata in mano a pochi, ed ogni sistema socio-economico si è strutturato attorno a questa incontrovertibile realtà.

Tuttavia alla base di questa realtà, oggi, c’è un corto circuito, poichè alla democratizzazione delle possibilità non c’è stata un’equivalente democratizzazione della ricchezza. Questo a causa della distrazione funzionale.

Già facciamo un lavoro sottopagato, già viviamo da soli con bollette, lava, cucina e stira tutto da soli, in bilico costante nella guerra alla friendzone, le poche ore libere dalla palestra ce le ruba l’industria dell’intrattenimento.

Non c’è niente di male nell’intrattenimento, specie in quello televisivo, tuttavia non c’è mai, fatalità, un’incoraggiamento costante, chiaro, pervasivo, ad informarsi, a formarsi, a studiare, a fare impresa, a diversificare le proprie entrate, ad essere produttivi.

Così come tutte le informazioni sulle potenziali esperienze all’estero (Erasmus per studenti a parte), sulle potenziali esperienze formative e sui canali per avere un finanziamento, sono così nascoste da essere sepolte.

Sepolte a facciavista (hidden in plain sight) nel mare di sirene di internet.

In questo senso è proprio quella stessa distrazione funzionale che vi costringe a stare nel vostro lavoro sottopagato.

Col Covid, poi! No? Dite grazie di averne ancora uno! Questo leggiamo ovunque.

Tuttavia (non che sia completamente falso il fatto che l’avere un reddito sia già un punto di partenza) se è vero che tutto è ancora possibile (salvo quanto vietato per DPCM) perchè voi stessi siete su Facebook a postare meme del Papa con in mano il digestivo Brioschi e sulla gente che non dovrebbe burlarsi di chi crede in Babbo Natale perchè ha creduto ai propri ex??

Perchè anche voi state alimentando la macchina della distrazione?

Perchè la macchia della distrazione funzionale vi ha educato bene.

E’ la teoria del meme: ottiene più like la stronzata più impattante, più caustica, più controversa, più ironica…insomma, più “condivisibile”.

Pare infatti che la strada per l’inferno sia lasticata con foto di Mark Zuckemberg; che poi, pare, stia affittando un’intero girone.

I social, la grande novità degli anni 00′, ci hanno prima allettato e poi ci hanno ucciso. Così come i conigli, a cui il nonno, prima di tirargli il collo, faceva una bellissima carezza.

I social ci hanno dettato lo status quo: se non fai il simpatico non ricevi like.

E’ terribile.

Questo quando si potrebbe sì intrattenere, ma anche informare, motivare (e non solo a perdere peso o a “tirare su ghisa”), insegnare a trovare o a cambiare lavoro, a fare volontariato e a fare impresa.

La distrazione funzionale ci ha conquistato, ci ha espugnato. Il Web 2.0 ci ha resi Creators, creators di stronzate.

Non c’è più via di ritorno. O forse sì?

Basterebbe farsi distrarre di meno..

Ma per farsi distrarre di meno bisogna essere, anzitutto, consapevoli del sistema, animato solo da algoritmi e titoli ad effetto, che fa orbitare costantemente attorno a noi discariche di informazioni.

Perchè, i ricordi di 8 anni fa, tuoi, del tuo vicino, o della tua travestita preferita su Facebook, sono la cosa più inutile su cui puoi perdere tempo oggi. Questo solo perchè le foto in quattro in baita in mutande e col cappello di Babbo Natale, incuranti degli assembramenti, ce le hanno proposte tutte ieri.

Ora ripetiamolo assieme: basterebbe farsi distrarre di meno! E magari nel 2021 diventerete veramente ricchi!

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