Biografia

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“Chi è Sorella Jean Claude?”

Sorella Jean Claude: blogger, filosofa, madre spirituale, Badessa del Convento delle Cappellane Scalze, investita dalla vocazione come un tir lungo la via sterrata del peggiore dei bar di Caracas.

Il video sul mito delle sue origini lo trovate sul mio canale Youtube sotto “Le Confessioni di una Badessa “
Oggi però voglio raccontarvi il modo in cui è nato il personaggio.

Dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. Dietro Sorella Jean Claude c’è Andrea, classe 87′, un ragazzo affetto da una particolare forma di scoliosi, che cresce in un calvario di medici, a cui si sommano le prese in giro fisiche e quelle per la sua omosessualità, un’omosessualità che si trova a comprendere da solo, abbandonato in una società che già lo odiava abbastanza.

Immagine bio

Passa anni silenziosi, impiegati a tradurre la rabbia in parole, parole che fossero al contempo armatura, spada e scudo; parole nere, impossibili da condividere se non con il tetro carosello di psicologi che paga e lascia, insoddisfatto, a metà percorso.

La prima salvezza arriva dal web

Nella Rete la prima salvezza, il blog dove dal 2008 scrive sotto il nome di Sorella Jean Claude, una badessa omosessuale, pazza fondatrice dell’ordine LGBT delle Cappellane Scalze.

Le parole sono ora la chiave, parole che a cascata tinge di rosa sul blog e di giallo su libri di studio, parole spesso regalate a relazioni vuote, inutili.

L’università, filosofia, tra Venezia e Milano, è teatro di amori incompiuti e di amicizie che non durano più di venti chilometri, il tutto narrato con gustoso disincanto nel sicuro avamposto online da cui continuava ad osservare il mondo, restando immobile.

Gli anni scorrono in fretta. A 24 anni il ritorno, il lavoro, il coming out, una una nuova cerchia di amici, un pratictioner di PNL e l’elezione a consigliere comunale, ma qualcosa ancora mancava. Al Padova Pride Village la svolta: l’incontro con le “Drag Queen”. Artisti, liberi, colorati, coraggiosi in grado di unire alla perfezione arte ed espressione di se stessi. Parole, risate, ed un confronto con persone reali, in carne ed ossa. Altre parole, altri volti, che aggiungevano colori al suo. Quella parte di lui, quel vecchio avatar, era sempre di più parte viva, integrata, di una metafora titanica che nasceva dai suoi limiti facendone gioco, e che chiedeva sempre più insistentemente di uscire. Fu così che con un primo, zoppicante, travestimento, in una sera di settembre 2016, nacque in carne ed ossa la Badessa della Cappellane Scalze.

 

Finisce e al contempo ricomincia la mia storia.

Di lì la valanga, quel ragazzo divento Io.
Mi diverto sempre più a sottrarmi ai giudizi di una società schiava dell’estetica, presentandomi come una splendida donna di classe.
Viaggio per l’Italia e l’Europa per continuare a formarmi, marketing, euro progettazione, ancora programmazione neuro linguistica, e approfitto di ogni viaggio per comprare vestiti e gioielli di un tempo. Arrivano i miei 30 anni, termina il mio mandato, l’ultima gabbia che mi teneva fermo, colgo al balzo l’opportunità e mi trasferisco di nuovo; perdo di nuovo persone per strada, ma ormai avevo capito. Nel verde dei colli morenici la mia nuova casa diventa il Convento. Tutto dai mobili ai poster Sorella Jean Claude arreda ogni cosa. Gli armadi traboccavano di vestiti, e ai vestiti si aggiungono le parrucche, e i sabati, tutti i sabati, a esibirmi come maga e cartomante. Per due anni, nelle vesti di Lei, dentro e fuori dai camerini raccolgo confessioni, dispenso consigli, regalo sorrisi, vivo amicizie, amori ed una libertà di esprimermi sempre più grande.

 

L’ultimo tassello

Nel 2020, altro lavoro, altro trasferimento ed un’opportunità ora non più solo intravista: diventare life coach, e farlo come Sorella Jean Claude.
Perchè farlo e perchè in drag, vi chiederete.
Il tutto sta in una semplice visione. Nella mia vita mi sono sempre ritenuto una piccola Miss Marple che dal suo blog osservava le impietose regole del comportamento umano. Oh, e ho continuato a studiare fino a diventare dannatamente bravo, ma per farlo, per scoprire di esserlo ho dovuto agire sulla grammatica della mia stessa identità: Sorella Jean Claude è sempre stata parte di me. Una badessa, casta per scelta d’altri, la trasposizione teatrale della mia invincibile voglia di farcela, una metafora vivente che ha usato la gabbia delle mie insicurezze indossandole come vestito e corona.
Nella scena del teatro della vita una maschera senza maschere la cui potenza è tale da poter aprire le acque del web, luogo della sua Missione: far riscoprire a ciascuno la propria!
In tempi di crisi la migliore scommessa è quella su se stessi, sulla propria capacità di fare, di essere e di resistere. Se saprai fare con me questo salto nel buio, allora ti do’ il benvenuto al Convento e tra i suoi segreti.

Chiamami come vuoi, ma fatti portare con me dall’altra parte.