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Trovare l’amore in tempi bui.

Trovare l’amore in tempi bui.

Viviamo o non viviamo in tempi bui? E non vogliamo comunque trovare l’amore? Specie prima del prossimo lockdown..

L’affare Covid si sta ingrossando. La situazione è decisamente andata oltre le più pessime aspettative, o meglio, è andata esattamente secondo i più cupi piani che a febbraio ci sarebbero sembrati solo leggende.

E’ il momento della seconda ondata. Quella che non sarebbe mai dovuta esserci. Quella che “non è possibile”, quella che non esisteva. Quella che a leggere bene i numeri forse non c’è ancora…

Detto ciò: ennesimo DPCM, chiusure localizzate, coprifuochi minacciati e lockdown natalizio in vista (ci avvisano già ad ottobre, sia mai che per una volta l’italiano medio si presenti in piazza..). Ma la cosa più grave è che siamo già circondati: lockdown in Spagna, coprifuoco a Parigi, e troppi, troppi casi, tra Inghilterra e America.

A Natale non potremo neanche emigrare, dovremmo farcela andare bene, o farci trovare dalla polizia in feste non autorizzate, senza mascherine, ma con tutta un’altra serie di optional illegali a seguito. Perchè è a questo che il proibizionismo ha sempre portato.

Un barman al ristorante di lusso Monseigneur di Londra, nel 1932 (Sasha/Getty Images)

E badate bene, non vi dico certo di farlo, ma i giornali presto ne saranno pieni. Se invocano delazioni per i festini da più di sei persone (in realtà 6+1 presupponendo un residente), figuriamoci per tutto il resto, anche perchè le norme si faranno via via più restrittive, ed il “divertimento in sicurezza” di oggi sarà solo un triste ricordo.

Perchè rimarrà chi si vuole divertire, sicurezza o non sicurezza.

Ora, so che poteva sembrare tedioso, ma scrivo qualcosa di così ovvio che non capisco perchè i nostri governanti non ci arrivano. Non penso che l’Italia debba trasformarsi in uno stato di polizia, governato dal terrore generalizzato e dalla perdita progressiva di posti di lavoro e potere di consumo…

Febbraio 1920: 33,100 galloni di vino riversati nelle strade. Questa la fine della North Cucamonga Winery di Los Angeles all’inzio della “National Prohibition on intoxicating drink”. (Topical Press Agency/Getty Images)

Ad ogni modo, giungendo a noi, care Consorelle, l’urgenza è presto detta: trovare l’amore, o almeno un congiunto, prima che tornino le chiusure tra regioni (salutiamo sister Panda), prima che chiudano i voli (salutiamo Barcellona) e prima che non possiate neanche andare a mangiare il consueto stinco dalla nonna.

Niente più Natale con i tuoi. Prossimo cinepanettone “Natale in lockdown”. Ma almeno il sexting lo vogliamo.

Non pretendiamo la convivenza, ma almeno un disgraziato a cui videosclerare nei momenti di bassa della quarantena eterna.

Non vogliamo sprofondare ancora nella vasca da bagno, nel gelo esterno, chiedendoci quando questa cosa finirà.

L’amore è diventato una priorità.

Se prima un salto su Grindr e ripartiva la giostra, ora il Convento è pieno di chiamate di povere anime che mi hanno preso per un’agenzia matrimoniale. Qui c’è la necessità di avere un congiunto Covid-free.

Non bastavano le malattie veneree, ora c’è il Covid. Cosa che se devi limonarti uno c’hai paura di svegliarti intubato la settimana dopo. Capisco gli amanti del rischio, ma per me è decisamente too much!

Ecco che “divertimento in sicurezza” guadagna tutto un altro significato.

In pochi mesi siamo passati da “Temptation Island Rainbow” a “il Collegio”; i fidanzati trovati in spiaggia sono già tornati alle loro terre, hanno dimenticato le vostre extentions color paglia e la barba che si vede sotto il vostro fondotinta. Nulla sono valse le vostre preghiere, nè i dinner show bloccati dal DPCM.

Classico dinner show italiano con drag queen nel 2020. (Melvin Sokolsky).

L’orizzonte è plumbeo, e le giornate di pioggia sono belle solo assieme…al gatto. Io stessa mi sono recata in agenzia matrimoniale. Questo è il livello di disagio.

Ora, oltre a lamentarmi, nel mio piccolo posso sempre darvi qualche dritta per trovare l’anima gemella ai tempi della pandemia; ma se la ricetta che ho usato anch’io, da maggio, era quella di “aumentare” le proprie interazioni sociali, sebbene con persone in qualche modo già conosciute, questo pare essere proprio quello che il governo non desidera che facciamo.

Scusate se la lingua batte dove il dente duole, ma non capisco se a test fatti, con mascherina e corretto distanziamento sociale (sempre sorvolando sulle incoerenze palesi su questo aspetto, dai mezzi pubblici in su) non si possa fare vita sociale.

Immagini rubate degli interni del Convento. //Flapper al bar del nigh club di Isa Lanchester a Londra, nel 1925 (General Photographic Agency/Getty Images)

Pare infatti, come dico da un po’ di tempo, che quello che il governo vuole impedire è proprio quello: la vita sociale.

Tuttavia senza vita sociale vi è solo la morte sociale, e non penso che dopo un primo lockdown possiamo provarla di nuovo.

Anche per questo la corsa al congiunto è sempre più forsennata.

Classica cena del Convento. (Getty Images)

Io andrò avanti a cene, con gli opportuni numeri (e rapporto qualità-prezzo degli invitati), ma prima o poi ci diranno di nuovo che il nostro destino è mettera radici sul nostro attuale alloggio e non pagare più l’affitto perchè non lavoriamo più.

Ecco che la corsa si fa doppia: ad avere un congiunto stabile ed uno stipendio fisso.

Ce la faranno i nostri eroi?

Su, ditemi la vostra.

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